Forensic · Cooperazione
Confronta file sospetti senza esporre l'inventario originale
In alcuni contesti, un'organizzazione può dover collaborare con una controparte, un investigatore, un cliente o un consulente esterno per capire se determinati file sospetti corrispondono a elementi presenti in un inventario precedente. La cooperazione forense non deve significare esposizione indiscriminata di contenuti, inventari o dati sensibili.
Per chi è pensato
- Forensic analyst esterni
- Investigatori interni
- Auditor su incident
- Cyber insurer (per claim review)
- Legal team in contenziosi su evidenze digitali
- Organizzazioni che devono rispondere a richieste forensi da terzi
Input tipici
- Hash o derived list di file sospetti (controparte)
- Inventario CertiSigma esistente (organizzazione)
- Baseline hash di periodi precedenti
- Manifest di evidence bundle storici
- Share token configurato per attestazioni specifiche
Output CertiSigma
- Derived list HMAC (lista opaca per match cross-organizzazione)
- Governance della list key (chi può rigenerare, chi può consumare)
- Match report (cosa ha matchato, su quale baseline)
- Controlli di disclosure (cosa viene rivelato, cosa resta opaco)
- Evidence bundle datato sui materiali del match
- Report di correlazione con riferimenti T0 / T1 / T2
Cooperazione controllata
La cooperazione forense non deve significare esposizione indiscriminata di contenuti, inventari o dati sensibili. CertiSigma aiuta a costruire percorsi di confronto più controllati, in cui il risultato del matching può essere documentato senza trasferire l'intero patrimonio informativo dell'organizzazione.
Le derived list basate su HMAC consentono di creare liste opache per verifiche incrociate controllate. Sono utili quando occorre permettere un matching di hash senza rivelare l'inventario grezzo dell'organizzazione o l'intero patrimonio documentale.
Gli share token supportano forme di condivisione limitata dei metadati associati a specifiche attestazioni: accesso temporaneo, revocabile, tracciato e limitato a un insieme definito di attestazioni. La controparte può leggere ciò che serve per la revisione senza ottenere accesso all'intero inventario o ai sistemi interni.
Cosa CertiSigma NON prova qui
- Che un match hash dimostri l'esfiltrazione (un match documenta una corrispondenza, non un evento)
- Chi ha avuto accesso al file in nessuno dei due lati del match
- Che il file matchato sia stato modificato, esportato o distribuito
- Che l'inventario originale fosse esaustivo (un mismatch può significare anche assenza di osservazione)
- Che la controparte abbia derivato la list secondo le regole pattuite (la governance della key resta responsabilità dei firmatari)