Key Management
Verifica anche fuori dalla piattaforma.
Un'evidenza è più credibile quando può essere verificata anche senza dipendere ciecamente dall'interfaccia che la presenta. Per questo CertiSigma rende disponibili materiali di verifica, chiavi pubbliche, fingerprint, formati canonici, test vector e istruzioni di verifica offline.
Materiali di verifica
I materiali necessari alla verifica indipendente di un'evidenza CertiSigma includono:
• Public signing key in formato JWK (JSON Web Key, RFC 7517).
• Fingerprint della chiave (SHA-256 della JWK canonicalizzata).
• Algoritmo di firma (cut 1: ECDSA su NIST P-256, messaggio SHA-256, conforme FIPS 186-4).
• Formato del payload canonico (campi, ordine, encoding).
• Regole di canonicalizzazione (JSON canonicalization scheme documentato).
• Policy di rotazione chiavi e periodi di validità.
• Test vector (input → output di esempio per verificare l'implementazione locale).
• Istruzioni di verifica offline (CLI, snippet di codice, libreria di riferimento).
• Sample evidence bundle (esempio reale di output T0/T1/T2 ri-verificabile end-to-end).
• Stato delle chiavi e informazioni di revoca, dove applicabili.
Fiducia ricostruibile
La fiducia non deve dipendere solo dalla piattaforma. Deve poter essere ricostruita attraverso materiali verificabili.
Un auditor, un tecnico, una controparte o un revisore deve poter comprendere quale chiave ha firmato, quale payload è stato firmato, quale algoritmo è stato usato e come ripetere la verifica — senza richiedere accesso autenticato al sistema CertiSigma.
Minimum Durable Evidence Set
Per una prova durevole non basta memorizzare un link o uno screenshot. Il set minimo di evidenza comprende:
• attestation ID;
• digest SHA-256 del file attestato;
• timestamp UTC di attestazione T0;
• firma ECDSA T0;
• livello di evidenza (T0 / T1 / T2);
• payload canonico completo;
• identificativo della chiave pubblica e fingerprint;
• dove disponibili: TSA TimeStampToken T1, Merkle proof verso la root T1/T2, OTS proof T2 con riferimento block Bitcoin;
• istruzioni di verifica.
Questo set permette a una terza parte di ricostruire la verifica anche se l'interfaccia applicativa non è disponibile o se l'evidenza deve essere trasferita in un contesto di audit, contenzioso, due diligence o investigazione.
Manifest locale
Per i workflow più sensibili è consigliabile conservare un manifest locale collegato al file o al dossier attestato. Il manifest può documentare percorso interno, origine del workflow, data di raccolta, operatore, sistema coinvolto, note di catena di custodia e riferimenti agli evidence bundle.
Queste informazioni non devono necessariamente diventare pubbliche: servono a rendere ricostruibile il processo internamente, e a essere prodotte in caso di audit o contenzioso.
Verifica offline — pattern operativo
Pattern raccomandato per ri-verificare un'evidenza CertiSigma senza dipendere dal servizio:
1. Esportare l'evidence bundle dalla piattaforma (operazione autenticata).
2. Conservare il bundle insieme al file originale e al manifest locale.
3. Per ri-verificare T0: ricalcolare SHA-256 del file, confrontare con il digest nel bundle, verificare la firma ECDSA con la public key pubblicata.
4. Per ri-verificare T1: validare il TimeStampToken RFC 3161 con la public key TSA Sectigo, ricostruire il percorso Merkle dal digest fino alla root marcata.
5. Per ri-verificare T2: usare strumenti OpenTimestamps open source per validare il proof OTS contro un nodo Bitcoin o un explorer pubblico.
Nessuno di questi passi richiede l'API CertiSigma. Tutti possono essere eseguiti offline o con strumenti pubblici di terze parti.
Cosa CertiSigma NON garantisce sulla verifica offline
- Che la chiave pubblica scaricata sia quella corretta: il check di fingerprint e il pinning della chiave restano responsabilità del verificatore.
- Che gli strumenti open source di verifica T2 (OpenTimestamps, Bitcoin core, explorer) restino disponibili o non vulnerabili nel tempo.
- Che il file ri-verificato sia quello originale: la verifica prova solo che il file ha lo stesso digest del file attestato.
- Che la conservazione locale dell'evidence bundle sia integra: la catena di custodia interna del cliente è fuori dal perimetro CertiSigma.
- Che la revoca di una chiave compromessa avvenga in modo retroattivo: le firme emesse prima della revoca restano crittograficamente valide e vanno valutate caso per caso.